Trucchi per riscaldare il latte vegetale fatto a casa usando i suoi nutrienti
Avete sperimentato cosa succede quando riscaldiamo il latte vegetale fatto a casa?
Vi ha sorpreso il risultato?
A me molte volte. Perciò e dopo molte esperienze ho deciso di scrivere questo umile articolo e condividere ciò che ho imparato coi sperimenti e grazie alle vostre colaborazioni e domande.
Quando facciamo il latte vegetale a casa, ci accorgiamo che una delle differenze fra il latte vegetale fatto a casa e quello impaccato è che il primo reagisce in maniera inaspettata al caldo. La ragione ce l’avete in quest’altro articolo sulle differenze nutrizionali fra il latte vegetale fatto a casa ed il latte impaccato ma quello non è lo scopo di oggi.
Oggi vi voglio trasmettere qualche trucco che ci conviene conoscere prima di riscaldare un latto vegetale fatto a casa. Spero che questi semplici trucchi ci aiutino a migliorare nel suo usonnella nostra cucina e anche, a conoscere le virtù del latte vegetale fatto a casa, che sono sconosciute malgrado la sua storia.
Cosa accade quando riscaldiamo il latte vegetale fatto a casa?
Alcuni si separano, altri si sedimentano e si attaccano nel tegame, altri si addensano fino a diventare creme dense. Questo succede perché il latte vegetale fatto a casa è un alimento vivo e perciò ha una buona quantità di enzimi, fibre naturali e vitamine che spariscono con la pasteurizzazione. Siccome il latte vegetale fatto a casa è vivo e ha nutrienti ci da benefici organolettici che useremo dipendendo di ciò che vogliamo.
Per fare il cioccolato denso o la besciamella useremo un latte vegetale di cereali (di riso, di avena, di grano saraceno) che per la quantità di fibra che ha ci permette ottenere la densità sufficiente.
Se vogliamo dare al piatto un sapore delizioso e ottenere grassi insaturi che aiutano nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, possiamo usare il latte di frutta secca (mandorle, noci, nocciole), latte vegetale di semi, di canapa, di sesamo o anche di ciufa-mandorla di terra-. Da tempo sono stati usati questi tipi di latte per fare dolci, torta o anche per cuocere il riso nel latte. Ad esempio la ricetta tradizionale che troviamo in molti libri medievali di riso col latte di mandorle oppure latte di soia in Asia e America centrale. Oggi si usano di più per mischiare col caffè, il té o come ingredienti di frullati.
Alcune considerazioni generali che ci aiutano a usare il latte vegetale fatto a casa con la delicatezza necessaria per usare meglio le sue qualità.
1 – NON FAR BOLLIRE IL LATTE: Se lo facciamo bollire, da una parte perdiamo i nutrienti e dall’altra abbiamo il rischio di trasformare la tessitura. Il latte di frutta secca, l’orciata di ciufa ed il latte di semi piccoli come la canapa o la scagliola perdono la loro struttura e si liquefanno fino a sembrare acqua sporca e possono cagliarsi.
Il latte di cereali come il latte di riso, di avena, di frumento/grano ecc. tendono a addensarsi troppo.
2 – RISCALDARE SEMPRE A FUOCO BASSO: e bisogna rimuovere perché non si attacchino nel tegame. Sappiamo che il latte vegetale fatto a casa si sedimenta nel riposo. Se lo riscaldiamo per un tempo superiore a 5 minuti tendono a sedimentare e conviene rimuovere per omogeneizzare.
3 – NON RISCALDARE DI NUOVO IL LATTE: Se abbiamo riscaldato un latte vegetale per prendere con caffè o té e ci avanza un po’ non conviene rimettere nel frigorifero. I cibi vivi sono sensibili ai cambiamenti di temperatura ed è facile corromperli.
4 – RISCALDIAMO IL LATTE NEL MICROONDE O NEL TEGAME? Abbiamo visto che il latte vegetale non reagisce uguale se lo riscaldiamo nel microonde o nel tegame. Grazie a Josetxo, un usuario di questo blog, possiamo fare la spiegazione fisica della differenza fra i due metodi.
Quando riscaldiamo il latte vegetale nel fuoco (sia fuoco di gas, fuoco di carbone, elettroceramica, induzione…) il caldo nel liquido è prodotto per trasmissione attraverso un corpo solido che fa che l’acqua di qualsiasi liquido (incluso quello del latte animale) si evapori per strati di giù in sù nel centro, e nei lati prima che nel centro, perciò la parte solida tende a erodersi verso il tegame, producendo caglio nel latte. Perciò vediamo che nel latte di mandorle o noccioli si fa una piccola panna che gli da un aspetto regolare.
Ma nel microonde il liquido non si riscalda per induzione ma per radiazione indiretta. Le microonde non riscaldano l’acqua del liquido (e ciò che porta) ma stimolano le molecole dell’acqua di ogni latte (e ogni prodotto che riscaldiamo nel microonde) faccendole vibrare e come sappiamo nel sfregare una molecola o atomo con altra molecola o atomo si produce caldo. In questo caso non si producono panne nel latte di frutta secca o nell’orciata di ciufa, ne si addensa il latte di cereali.
Ormai che conosciamo la spiegazione di ogni metodo, ciascuno sceglie quello che li conviene di più.
Ringrazio Josetxu e le altre usuarie del blog che coi dubbi e consigli ci aiutate a capire meglio il mondo affascinante del latte vegetale fatto a casa, ed a ricercare di più.
A presto!
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